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Carovigno e la legenda del Santuario di Belvedere

La Madonna di Belvedere a Carovigno va oltre la religiosità

Una tappa da non perdere che riesce ad avvolgerti in un’atmosfera particolare, mista tra sacro e profano. Il silenzio del luogo, ideale per la meditazione è davvero molto suggestivo.

Situato su un’altura a 3 chilometri da Carovigno, in uno scenario naturale tranquillo e rilassante si trova il Santuario di Santa Maria di Belvedere. La chiesa è solo l’elemento esterno di un più antico insediamento rupestre.

La legenda di questa antichissima grotta, su cui è stata edificata la chiesa del santuario, narra il ritrovamento prodigioso dell’immagine di una Madonna dipinta su una facciata della grotta.

Il pastore, secondo la narrazione, si era avventurato alla ricerca di una giovenca, persa qualche ora prima. La ritrovò genuflessa, proprio davanti al dipinto che, tutt’ora è possibile ammirare.

Informazioni sulla chiesa di Belvedere

La Chiesa rupestre, rimaneggiata in stile neoclassico presenta un sistema di grotte naturali che un tempo erano state abitate dai monaci basiliani e che conservano ancora tracce di affreschi di tradizione greco-bizantina.

Una lunga scalinata conduce nei livelli sotterranei dove si trova un primo altare con l’affresco della Vergine del Belvedere, sormontato da un’edicola del 1501.

La cripta inferiore custodisce altri due affreschi della Vergine: quello più antico, del tardo Trecento, ascrivibile al gotico senese, ed il secondo, inquadrato in un altare barocco, del ‘400.

Il Santuario è tutt’oggi meta di pellegrinaggio in onore della protettrice di Carovigno ed in concomitanza (solitamente) della Pasqua ortodossa che viene “battuta” la tradizionale N’zegna.

Il Santuario della Madonna di Belvedere, a Carovigno è davvero una tappa importante nella visita alla città. Il pellegrinaggio alla grotta è molto più di una occasione religiosa, rappresenta infatti un’identità forte, che affonda le sue radici nella cultura più profonda e antica del paese. E’ un insieme di relazioni che portano certamente a riflettere.

Il vessillo che viene lanciato e sventolato in aria in onore della Madonna infatti, riporta al suo interno la rosa bizantina. La battitura della N’zegna inoltre, che, si svolge annualmente presso il santuario, avviene, il sabato successivo alla domenica della Pasqua Cristiana che, solitamente coincide con quella Ortodossa.

Dal punto di vista storico, queste “coincidenze” hanno portato a credere, di un possibile legame tra la chiesa di Roma e quella di Bisanzio.

Pensando a questo, in una situazione attuale di lotte religiose e difficile integrazione tra i popoli; si capisce bene, quanto rivoluzionario possa essere il messsaggio di questo Santuario e della sua legenda.