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Carovigno in Puglia, uno smeraldo inestimabile

Preziosa, fuori dal comune e dai colori smeraldini delle acque del mare e delle sue olive, Carovigno  in Puglia uno smeraldo inestimabile, una rarità pugliese ancora da scoprire.

I suoi 14 Km di costa non bastano a descriverla, gli alberi secolari d’ulivo, le lamie, il centro storico ed i borghi del territorio di Carovigno, rendono la scoperta di questa terra, sempre affascinante e mai banale.

Nell’alto Salento, sopra un colle circondato da un mare di ulivi secolari, dai quali si produce un olio profumatissimo e conosciuto ovunque, c’è Carovigno, cittadina brindisina di circa 16.000 abitanti, di antica origine messapica.

Dopo la dominazione romana Carovigno, per la sua posizione sopraelevata e dominante sul fertilissimo terreno circostante, venne contesa e più volte saccheggiata, distrutta e ricostruita da tutte le dinastie che occuparono l’area: Bizantini, Goti, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, fino ai Veneziani ed ai Borboni.

Ogni periodo storico ha lasciato nella cittadina salentina di Carovigno qualche resto dei suoi trascorsi: dalle mura megalitiche (massi rozzamente squadrati) ai ruderi della cinquecentesca cinta aragonese, con le sue tre porte d’accesso al centro storico, al poderoso castello Dentice di Frasso.

Proprio quest’ultimo è una residenza fortificata del XIII secolo, con un impianto triangolare, molto raro nell’architettura militare italiana, con torrioni negli angoli, di cui uno a mandorla.

Il centro storico di Carovigno, un bijoux da visitare tutto d’un fiato

Alle Il piccolo centro storico della città di Carovigno, sorge nel punto più alto del paese. Non è molto grande ma, vale davvero la pena di dedicare qualche ora per visitarlo. Molto diverso da quelli più blasonati e rinomati dei paesi vicini, il centro storico di Carovigno, proprio per le sue dimensioni, per la vicinanza al castello ed alla chiese storiche del paese è unico, romantico, suggestivo.

Tutto il centro storico di Carovigno ha mantenuto nel tempo la sua struttura medioevale; al suo interno, oltre al castello, dicevamo, si possono ammirare Porta Brindisi, Porta Nuova e l’Arco del Prete. Il piccolo borgo, denominato “terra” fa da cornice anche, alla seicentesca chiesa di Sant’Anna, cappella privata dei feudatari del tempo, restaurata in stile neoromanico.

La cattedrale dell’Assunta, chiesa parrocchiale cittadina, ha un particolarissimo abside interno scavato da dieci nicchie disposti su due ordini.

Around Carovigno

Poco fuori dal paese si trova il Santuario della Madonna del Belvedere, ricostruito nell’ottocento sul posto di un preesistente monastero di cui resta una cripta a cui vi si accede scendendo 47 scalini.

Nel territorio di Carovigno sono presenti altri elementi architettonici che riportano ad un passato di devozione ma anche di potenza, come il seicentesco Castello di Serranova, nella cui cappella è custodito un Crocifisso che ogni anno viene portato in processione per scongiurare eventi calamitosi o siccitosi.

Ed ancora la cinquecentesca Torre Santa Sabina, di forma stellare a quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, con coronamento merlato posta lungo il corso della antica via romana «Traiana» e la Torre Guaceto, postazione di avvistamento antisaracena del XVI secolo.

Sulle colline che delineano il panorama di Carovigno sono evidenti le coltivazioni di ortaggi che si alternano agli oliveti ed ai mandorleti, mentre sono invece limitate quelle a vigneti.

Oltre all’agricoltura, l’economia locale è caratterizzata anche da una rinomata attività artigianale legata alla filatura della lana ed alla lavorazione di una pietra calcarea di cui il territorio è particolarmente ricco, adatta per pavimentazioni e rivestimenti.