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Carovigno ed il suo Parco del Castello

L’originale parco del castello è ora diviso in due

La città di Carovigno ha avuto nella sua lunga storia diverse dominazioni, ed il suo castello, abitato da molte case nobiliari.

Nel 1918 l’ indimenticata Contessa Elisabetta Schlippenbach, moglie del conte Alfredo Dentice di Frasso, volle arricchire il restaurato Castello di Carovigno con un ampio parco. L’idea era quella di creare un luogo nel quale poter fare lunghe passeggiate immersi nel verde, con viali punteggiati da punti ristoro, percorsi percorribili anche con calessi . La Contessa affidò la realizzazione al suo giardiniere di fiducia, che ideò un incantevole lavoro.

Si dice che il parco venne ispirato da un altro importante angolo di “paradiso”. La Contessa Elisabetta partorì la sua idea, pensando anche al parco, del Castello di Miramare a Trieste (Elisabetta Schlippenbach, prima di trasferirsi a Carovigno, infatti, aveva la residenza a Villa Opicina fraz. di Trieste).

Il parco del castello, divenuto oggi parco comunale, aveva originariamente una estensione superiore a 20 ettari, una lunghezza di 700 metri e 300 di larghezza. Al suo interno era previsto un orto botanico con piante di vario genere. compresi i gelsi che, vista l’imminente nascita della Scuola di Tessitura, avrebbe prodotto anche della pregiata seta.

Proprio ai piedi del Castello Dentice di Frasso, iniziava così il grande parco che scendeva lungo il fianco del colle, inoltrandosi nelle contrade “luSpicchiulinu”, “Catanzani” e “Specchia”. Poiché però a dividere la dimora della Contessa da questa meraviglia, vi era la strada (via Regina Margherita), venne costruito un passaggio sotterraneo che permetteva appunto il collegamento.

Le simmetrie edi i giochi con cui vennero poste le piante ed i fiori, si accostavano molto alle varie Regge europee come: Caserta, Versailles e Schönbrunn. Venne realizzato inoltre, un campo da tennis, delle fontane ed un prato fiorito che, attraverso un gioco di colori, riproduceva il grande stemma dei Dentice di Frasso.

Un lungo viale (poi denominato Viale Marconi in onore dello scienziato, ospite nel castello dei Conti Dentice il 4 gennaio 1934), diritto, delimitato da cipressi ed agavi divideva in due il parco. Al centro un punto di ristoro circolare con sedili, due aree laterali di forma triangolare e di ampiezza tale da coprire l’intera visuale, guardando dalla sala del castello corrispondente.

Nel tempo il parco è stato notevolmente ridimensionato, complice il cemento. La realizzazione di strade, scuole e le varie lottizzazioni dell’ultimo secolo hanno ridotto il polmone di Carovigno a poco più di 7 ettari di estensione, in pratica ne è rimasto solo 1/3.

Non solo le sue dimensioni ma, nel tempo, anche il suo nome ha subito molte mutazioni. All’inizio era semplicemente il “Parco Dentice di Frasso” (1925) con il suo viale principale denominato viale Guglielmo Marconi (1934). Successivamente, con la sua vendita, fu diviso in due parti: Il “Parco Provinciale” e “la villa”.

Attualmente la parte più vicina al Castello, è stata intitolata: “Parco Salvatore Morelli” , in onore di un grande uomo, politico carovignese.

Mentre l’ex Parco Provinciale viene identificato come “Parco delle Colonne”.